Il riscaldamento della Terra va fermato per evitare GRAVI disastri ambientali e conseguenze per la salute e il benessere delle persone

Il Coordinamento italiano del WONCA aderisce alla giornata di mobilitazione del 15 marzo prossimo per contrastare il cambiamento climatico.

Il legame tra ambiente e salute è da anni all’attenzione del WONCA, che con un suo recente “Documento sulla Salute del Pianeta” ha invitato i medici di famiglia ad assumere un ruolo di guida per contrastare il cambiamento climatico, attraverso la sensibilizzazione dei pazienti e l’influenza sui decisori politici.

L’iniziativa di Greta Thunberg è stata preziosa, spingendo i giovani di tutto il mondo ad agire per indurre i governanti della Terra a prendere provvedimenti urgenti per ridurre l’emissione dei gas serra e garantire loro un futuro sereno. Invitiamo i medici di famiglia italiani a sostenere la mobilitazione del 15 marzo, partecipando alle manifestazioni e parlando del problema con i propri pazienti durante le ore di studio.

Ci rendiamo conto ogni giorno che il clima sta cambiando: negli ultimi anni le ondate di calore sono aumentate considerevolmente, lo scioglimento dei ghiacciai riduce la disponibilità d acqua e innalza il livello dei mari, compaiono cicloni anche in zone del pianeta che prima erano indenni, bombe d’acqua e venti fortissimi sono ormai eventi frequenti e non più occasionali. Restare inerti significa condannare il nostro pianeta ad una progressiva desertificazione e a stravolgimenti in parte ancora sconosciuti e a peggiorare il benessere e la salute delle persone.

(Il documento del WONCA World è scaricabile qui)

Scarica la locandina qui e affiggila nel tuo studio. Invita i pazienti a fare quanto è in loro potere per contrastare il cambiamento climatico e migliorare la loro salute, adottando comportamenti adeguati.

Comunicato stampa contro la “settimana di prevenzione dei tumori della prostata”

I medici di famiglia delle associazioni firmatarie protestano per la Campagna di sensibilizzazione per la Prevenzione del Tumore alla Prostata (12-19 marzo 2008) promossa dalla “World Foundation of Urology”. Oltre a motivi scientificamente ed eticamente ben fondati per opporsi a tutte le campagne propagandistiche e “di sensibilizzazione” sui tumori della prostata, questa specifica iniziativa si differenzia dalle altre “giornate” o “settimane” di questa o quell’altra patologia, per diverse caratteristiche inquietanti. Per quanto riguarda i contenuti e le omissioni dell’informazione fornita nel sito web della campagna (www.prevenzionetumoreprostata.it), basta ricordare, come è ribadito da tutte le Agenzie sanitarie ed Associazioni mediche del mondo (urologiche e non) che vi è il fondato rischio che lo screening dei tumori prostatici mediante l’analisi del PSA o altro sia più dannoso che utile. Perciò non è ammissibile alcuna propaganda acritica in un campo tuttora incerto ed oggetto di studio. L’opportunità di sottoporsi a certi esami va valutata e discussa (non certo a 40 anni!) in un rapporto interpersonale medico-paziente, in cui vanno spiegati all’interessato i rischi ben noti (sovradiagnosi, interventi invalidanti) e i benefici, possibili ma non dimostrati, dello screening dei tumori prostatici.

La World Foundation of Urology ha ottenuto visibilità su numerose testate giornalistiche e udienza in TV per presentare la sua campagna, ed ha raccolto autorevoli patrocini, adesioni e supporti. Eppure sarebbe bastata una ricerca su Internet per rendersi conto che la suddetta Fondazione è in realtà del tutto sconosciuta al di fuori dell’Italia, e che il curriculum scientifico del suo presidente, verificabile da chiunque nella banca dati Medline, è costituito da solo 5 pubblicazioni scientifiche censite, di cui l’ultima nel 1999, il che è a dir poco inusuale per il presidente di una fondazione medica specialistica che si voglia “mondiale”. E’ da chiedersi come mai in tanti le abbiano dato credito.

Quanto ai diversi patrocinatori e partner della campagna, si può supporre che i Bersaglieri, la Croce Rossa Italiana e l’ANCI siano stati fuorviati dagli altri autorevoli patrocini, quali quelli della Presidenza del Consiglio dei Ministri e soprattutto del Ministero della Salute. Infatti è proprio questo ultimo che crea il maggior sconcerto, tra i medici e tra il pubblico. Già in occasione della prima edizione della campagna le società firmatarie avevano inviato una protesta al Ministro della Salute, ma purtroppo è rimasta inascoltata. E’ inammissibile che in Italia chiunque abbia la possibilità di imporre all’intera popolazione una “settimana della prevenzione” su qualsiasi argomento, ottenendo ampi spazi sui media e supporto da parte di enti, associazioni e perfino istituzioni statali distratte. Oltre a una maggior attenzione critica da parte degli organi di informazione, in attesa che anche in Italia si istituisca una authority per gli screening e per le campagne di prevenzione, potrebbe intervenire la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, a nostro parere, a sorvegliare la correttezza e la fonte dei messaggi inviati all’intera popolazione, almeno in occasioni così clamorose e facili da confutare.

E’ grave anche che non si sia levata, a quanto ci risulta a tutt’oggi, una voce critica delle principali società urologiche italiane: è desolante che i medici di famiglia siano gli unici ad averne sentito il dovere.

Le Associazioni di Medicina Generale del Coordinamento Wonca-Italia (*)

(*) CSeRMEG – Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale; ASSIMEFAC (Associazione Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e di Comunità); EGPRN-Italia (European General Practice Research Network); SIQuAS-VRQ (Società Italiana per la Qualità dell’Assistenza Sanitaria – VRQ); EURACT-Italia (European Academy of Teachers in General Practice); AIMEF (Associazione Italiana Medici di Famiglia); EUROPREV-Italia (European Network for Prevention and Health Promotion in Family Medicine and General Practice); EURIPA-Italia (European Rural and Isolated Practitioners Association); ACP (Associazione culturale pediatri).