Prevenire l’eccesso di cure con l’ascolto e la condivisione

conferenza

Sovramedicalizzazione e prevenzione quaternaria

La Conferenza di Lecce si è svolta con successo ed ha visto la partecipazione di ospiti italiani e stranieri, che hanno analizzato il problema della sovradiagnosi e sovra-medicalizzazione, suggerendo percorsi per ridurne il rischio, a tutto vantaggio della salute dei pazienti.
Ernesto Mola, Presidente del Coordinamento WONCA Italia, nella sua introduzione ha inquadrato il tema della Conferenza: “Il progresso delle tecnologie e delle conoscenze mediche ha fortemente migliorato le cure ma ha prodotto anche sovra-diagnosi e sovra-medicalizzazione. Queste sono dovute non soltanto ad inappropriatezza ma anche alle conseguenze insite in alcune pratiche diagnostiche o terapeutiche, per cui appare necessario favorire la consapevolezza del problema e informare correttamente i pazienti, cercando di prevenire il rischio della sovra-medicalizzazione che provoca nel paziente più danno che vantaggi.”
Dal canto suo il Direttore Generale della ASL di Lecce Silvana Melli nel suo saluto ha spiegato le ragioni della presenza come sponsor unico dell’autorità sanitaria locale: “Non è soltanto un problema di costi generati dalla sovradiagnosi, che potrebbero essere meglio impiegati per migliorare altri aspetti dell’assistenza, ma del danno che i pazienti possono subire da cure eccessive o non appropriate.”
Nella prima giornata si sono susseguiti gli interventi, che hanno mostrato le evidenze scientifiche relative ad alcune patologie tumorali e non tumorali, per le quali la sovradiagnosi è stata quantificata in numeri significativi. Marc Jamoulle ha invece illustrato il concetto di Prevenzione Quaternaria, di cui è considerato l’ideatore, che è definita come l’azione intrapresa per proteggere le persone/i pazienti da interventi medici che verosimilmente possono causare più danni che vantaggi alla salute e al benessere. Un’azione positiva che è il risultato dell’interazione tra il medico e l’individuo, in un rapporto comunicativo tra esperienze scientifiche e umane che possono portare alla condivisione consapevole delle scelte diagnostiche e terapeutiche.
Anna Stavdal, la Presidentessa del Wonca Europa, dopo aver illustrato gli scopi dell’organizzazione internazionale di medici di famiglia, (il WONCA appunto) che riunisce 131 Paesi e associa 500.000 medici di famiglia in tutto il mondo, ha annunciato che il WONCA Europe, di cui è la Presidentessa, ha in preparazione una position paper sul tema della sovradiagnosi, allo scopo di aiutare i medici a conoscere la problematica e ad affrontarla nel modo migliore nell’esclusivo vantaggio dei pazienti. Johann August Sigurdsson, professore di Medicina Generale in Islanda, ha presentato l’analoga iniziativa di una posizione pubblica sulla sovradiagnosi condivisa dalle società scientifiche dei Paesi scandinavi.
Roberto Satolli, medico e giornalista, ha invece presentato esempi ricorrenti di incremento dei consumi sanitari in relazione alle pressioni mediatiche dell’industria sanitaria. L’abbassamento continuo delle soglie di rischio, ad esempio, verificatosi negli ultimi anni ha avuto, almeno in parte, lo scopo di reclutare sempre più pazienti ai trattamenti farmacologici.
In conclusione della prima giornata Alessandro Mereu e Nicola Pecora, del Movimento Giotto, hanno affrontato in modo aperto e problematico il tema dei bisogni formativi per i MMG in formazione, per conoscere la problematica ed acquisire competenze e abilità per far fronte al rischio della sovradiagnosi e sovra-medicalizzazione e agire per la prevenzione quaternaria. La seconda giornata si è aperta con una relazione di Patrizia Elli, dell’Associazione Culturale Pediatri, che ha illustrato i concetti basilari della medicina narrativa, come metodologia di approccio al paziente a sostegno della prevenzione quaternaria. Di seguito è stato sviluppato un momento formativo basato sulla tecnica del paziente simulato. Norma Sartori e Fabrizio Valcanover della scuola di medicina generale di Trento, di fronte al pubblico interessato e anche divertito, hanno presentato situazioni ricorrenti nella pratica della medicina di famiglia. Un modo originale ed efficace per offrire spunti di riflessione e di comportamento per i medici che intendono prevenire il rischio della sovra-medicalizzazione dei disturbi lamentati dai propri pazienti.
L’intervento di Maria del Rosario Perez, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha preceduto la tavola rotonda a cui hanno partecipato alcuni relatori della conferenza. “C’è molta preoccupazione in seno all’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha detto la Perez – in merito all’utilizzazione indiscriminata delle radiazioni ionizzanti nella diagnostica medica, il cui uso deve essere giustificato da un chiaro sospetto diagnostico. Oggi invece si fa un sempre più largo uso di esami radiologici per la valutazione di salute nel paziente asintomatico, per una falsata idea della prevenzione o per difendersi da eventuali liti legali. OMS presta molta attenzione alla crescita esponenziale della sovradiagnosi, che sottopone il paziente ad esami e trattamenti non necessari e traumatici che non aumentano la sua attesa di vita.”
Alla tavola rotonda, presentata da Giorgio Visentin, del Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale, è stata sottolineata l’importanza della conferenza non soltanto per fare conoscere ai medici e ad un pubblico più ampio il rischio della sovradiagnosi e della sovra-medicalizzaZione , ma anche come contributo alla stesura della position paper del WONCA, che orienti medici e pazienti.
“Soltanto dalla condivisione tra il medico e il paziente del percorso diagnostico e terapeutico, ascoltando e recependo le aspettative del paziente e comunicando le conoscenze scientifiche, è possibile far fronte al rischio di sovra-medicalizzazione. – Le scelte migliori sono il frutto dall’incontro tra due esperti: il medico che è l’esperto delle evidenze scientifiche e il paziente che è il miglior esperto della sua salute e del suo benessere psico-fisico”.

Hanno anche offerto le loro interessanti relazioni:
Anna Maria Falasconi: Fare meglio con meno
Rosario Falanga: Riconciliazione della terapia farmacologica e deprescribing nei pazienti
politrattati: l’esperienza dei MMG dell’AAS5 ” Friuli Occidentale”
Paolo Longoni: Survey: la percezione dei medici italiani del problema della sovra-medicalizzazione
Giogio Visentin: Le esperienze in ambito internazionale
Giuseppe Febbo, Giulia Berloffa, Ernesto Mola, Andrea Moser, Fabrizio Quarta hanno proposto: Comunicazioni su evidenze di sovra medicalizzazione, seguite da una discussione che ha coinvolto Fernando Parente e Claudia Felici.

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